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Asset allocation: Le regole per chi ha soldi da investire ma non vuole perderli

Prima di entrare nel merito di ciò che è l’asset allocation, se mi segui da tempo su questo blog, sai che Warren Buffett, è uno dei miei mentori per quanto riguarda il modo di investire sui mercati azionari.

Gli devo tantissimo. Infatti, ho già parlato di lui in passato, l’ultima volta nel settembre 2019.

Proprio in quel post, feci un piccolo accenno alla sua prima regola d’oro: “Non perdere mai denaro”. Regola seguita dall’altrettanto celeberrima seconda regola che è: “non dimenticare mai la prima regola”.

Tutto nacque in un’intervista del 1985 su PBS, ove l’intervistatore chiese a Warren Buffett le “regole” per investire con successo.  Nello stupore generale, Wabby citò per la prima volta la prima e la seconda regola per poi dire: “queste sono tutte le regole che ci sono”.

Warren Buffett si riferiva all’importanza fondamentale della gestione del rischio, ritenendo che: “gli investitori dovrebbero concentrarsi sulla riduzione al minimo delle perdite prima ancora di pensare a massimizzare i guadagni”.

Suona bene, vero? 

Per me lo è stato a tal punto da costruirvi parte del Sistema che mi ha consentito di raggiungere la libertà finanziaria. In sostanza, non potrei esser più d’accordo con quanto affermato da Warren Buffett.

Tuttavia, una parte di quanto si può investire, può essere destinato a cogliere opportunità che possono includere una percentuale maggiore di rischio, quelle che io inserisco nella categoria “capital gain”.

Nel mio Sistema comunque, solo il 20% di quanto complessivamente investibile può essere utilizzato per acquistare e rivendere determinati asset (capital gain), perché tra il 60% e l’80% del disponibile, deve essere investito in cash flow, cioè su asset in grado di produrre reddito automaticamente.

Se ti doti di un Sistema di questo tipo, accade che, se investi e guadagni in capital gain molto bene ma… se le cose vanno male… hai solo perso una minima parte delle tue disponibilità e questo non può crearti alcun problema perché:

  • non hai messo a rischio la tua sicurezza finanziaria
  • non hai toccato i tuoi risparmi
  • non hai toccato quanto devi investire in cash flow per conseguire la tua libertà finanziaria

Avresti solo perso una piccola parte di quel 20% che puoi investire in capital gain (quindi una piccola parte di quei soldi di cui, nel mio Sistema, potresti fare a meno).

Detto ciò, come chiunque, sei libero di agire e investire come meglio credi e quindi, se hai soldi da investire, posso solo dirti che, negli investimenti in capital gain comunque, il mio approccio si basa su alcuni principi fondamentali di gestione del rischio, tra cui vi sono certamente:

  • Avere una strategia di uscita chiaramente definita per ogni operazione (stop loss e trailing stop)
  • Non rischiare mai una quota eccessiva di denaro su una singola operazione

Tuttavia, oggi vorrei approfondire un terzo principio, cioè:

  • Distribuire il rischio su un numero ragionevole di asset

Questa regola riguarda ciò che gli investitori professionali chiamano “asset allocation”.

Asset allocation: Significato e definizione

 

L’Asset Allocation (o più semplicemente diversificazione) è quella strategia che che mira a distribuire le proprie risorse ed il proprio patrimonio su classi di attivi differenti, sulla base degli obiettivi temporali e di rendimento dell’investitore.

Le principali categorie di investimento entro cui si orienta questa scelta possono essere suddivise in:

  • attività finanziarie
  • attività reali

Il principio di distribuire il rischio su un numero ragionevole di asset, è probabilmente il più semplice e facile da capire dei tre sopra citati ed è importante a tal punto che ne parlai già nel lontano 2014.

Possiamo riassumerlo con la nota affermazione: “Non mettere mai tutte le uova nello stesso paniere”.

Nonostante appaia una frase di buon senso, ancora molte sono le persone che ritrovandosi soldi da investire, purtroppo, continuano a sbagliare… ed è questo il motivo per cui ho deciso di riparlarne…

L’errore più comune che vedo ancora fare, soprattutto ai nuovi investitori (cioè quelli che magari per la prima volta hanno soldi da investire) è mettere troppi dei loro (sudati o meno) soldi in un solo asset.

In passato questo asset erano le azioni, oggi vi sono anche, ad esempio, i Bitcoin o altre criptovalute.

Ora, è vero che la maggior parte delle persone si rende conto che sarebbe pericoloso mettere tutti i loro soldi in solo titolo, o in un solo ETF o su un solo fondo di investimento e quindi, se hanno soldi da investire, cercano di distribuirli su più titoli, più ETF o più fondi.

Il problema però è che… non importa quante diverse azioni o ETF o fondi possieda un investitore, se tutto il suo denaro è nella stessa classe di asset, quasi sicuramente si assume un rischio molto maggiore di quanto spesso si renda conto.

Quando il mercato azionario subirà la sua prossima fase ribassista (che potrebbe anche essere pluriennale), è probabile che questo tipo di investitore perda una grossa fetta dei suoi risparmi.

In sostanza, per migliorare e rende più efficace la frase sulle uova già citata, dovremmo trasformarla in questo modo: “se tieni tutte le tue uova in un unico cesto di risorse, prima o poi subirai una perdita significativa”.

Come costruire un asset allocation

 

Gli investitori di successo si assicurano di distribuire il proprio rischio su diverse classi di asset, tra cui:

  • Contanti
  • Obbligazioni
  • Azioni
  • Immobili
  • Materie prime
  • Metalli preziosi
  • Bitcoin o altre criptovalute

Esaminiamo quindi rapidamente ciascuna di esse…

Cash

Il cash include la valuta cartacea, il denaro che hai in banca o tutto ciò che è immediatamente liquidabile senza perdite. Il cash ti dà “opzionalità”. È infatti l’unica risorsa che puoi utilizzare facilmente per sfruttare opportunità su altre risorse.

Per questo motivo ogni investitore di successo, detiene sempre una certa quota di liquidità.

Ad esempio, detenere liquidità significa poter sfruttare le correzioni o, ancor meglio, i crash del mercato. Significa poter acquistare determinati asset quando le sue quotazioni crollano.

Obbligazioni

Le obbligazioni sono i cosiddetti “titoli a reddito fisso”, ovvero prestiti che fai a Stati o grandi aziende.

In cambio del tuo investimento iniziale (o “capitale”), l’emittente si impegna a pagarti degli interessi in modo regolare per un periodo di tempo predeterminato o a liquidarteli alla scadenza del prestito, unitamente alla restituzione del capitale investito.

Naturalmente, con i tassi di interesse vicini ai minimi storici e l’inflazione in aumento per la prima volta dopo decenni, le obbligazioni potrebbero non funzionare altrettanto bene nei prossimi anni, salvo che, non siano obbligazioni i cui rendimenti sono correlati all’inflazione.

Molti usano comunque le obbligazioni per compensare la possibile volatilità delle azioni.

Azioni

Se hai soldi da investire è probabile che tu abbia già familiarità con le azioni e sai quindi che sono, storicamente, uno dei modi migliori per creare ricchezza a lungo termine.

Tuttavia, sono anche storicamente molto più volatili della maggior parte degli altri asset. Questo significa che, è ancora più importante non eccedere su tale asset rispetto alle tue disponibilità complessive, oltre al non mettere mai tutto su un solo titolo.

Sarebbe comunque saggio, restare su azioni di grandi aziende che possono performare efficacemente per un lungo periodo.

Immobili

Possedere uno o più immobili può essere un ottimo modo per diversificare le tue risorse ma saper acquistare e rivendere prevede avere o potersi dotare delle giuste competenze.

Possedere proprietà in affitto che producono reddito è un’altra grande opzione per le persone che hanno soldi da investire ma anche qui devi sapere su quali immobili investire, in quali aree/Paesi e per quale tipo di affittuari.

Materie prime

Qui è dove vi sono spesso maggiori difficoltà, perché i prezzi sono influenzati da diversi fattori, spesso divergenti.

Uno è la tecnologia. Nel corso del tempo, gli esseri umani sono diventati sempre più efficienti nel trovare e produrre beni. Di conseguenza, alcune materie prime, diventano abbondanti nel tempo, portando a un calo dei loro prezzi nel lungo periodo.

Un altro è l’inflazione. Le materie prime sono risorse reali utilizzate praticamente in ogni settore. Ciò rende i loro prezzi altamente reattivi ai cambiamenti della disponibilità di moneta.

Naturalmente, come tutti gli asset, le materie prime sono anche influenzate dalla domanda e dall’offerta. I prezzi salgono quando l’offerta diminuisce o la domanda aumenta. Così come diminuiscono quando l’offerta aumenta o la domanda diminuisce.

Questi fattori rendono le materie prime incredibilmente cicliche. Tendono spesso quindi ad attraversare enormi “boom” e altrettanti “down”. Certamente più spesso di quanto accade alla maggior parte delle altre risorse.

Ciò significa che, facendo un ragionamento generale, è spesso una cattiva idea acquistare e detenere materie prime in ottica di lungo termine.

Non a caso, gli investitori di successo, investono in materie prime solo quando i fondamentali sono a loro favore o si limitano ad una percentuale relativamente piccola del proprio portafoglio complessivo.

Metalli preziosi

Tecnicamente, anche l’oro e l’argento sono materie prime. Tuttavia, la loro relativa scarsità e la loro lunga storia come denaro, ne giustificano una separata valutazione.

Mi piace pensare all’oro e all’argento come a una sorta di “assicurazione” contro le follie di Stati e Banche Centrali perpetrate con l’assurda inondazione di moneta di carta stampata effettuata negli ultimi decenni.

In ogni caso, anche rispetto alla protezione dall’inflazione, è importante considerare oro (e un po’ d’argento) fisico nella propria asset allocation.

Bitcoin e altre criptovalute

Nessuna discussione sull’asset allocation effettuata di questi tempi, sarebbe completa senza parlare delle criptovalute e del bitcoin in particolare che, potrebbe anch’esso essere una riserva di valore e una copertura contro l’inflazione.

Tuttavia, non ha ancora lo stesso track record a lungo termine e comprovato dei metalli preziosi, quindi bisogna porre molta attenzione.  Per documentarti meglio, leggi qui.

Asset allocation 2021: conclusioni

 

Naturalmente, queste sono solo linee guida generali sull’asset allocation per chi ha soldi da investire e bisogna quindi valutare differentemente come operare in funzione della propria situazione finanziaria, del proprio patrimonio e dei propri obiettivi.

Ciò che risulta importante per chi ha soldi da investire, è suddividere il rischio tra diversi asset per evitare di rischiare troppi soldi su uno solo di essi.

L’asset allocation è in fondo un’idea semplice ma è un modo incredibilmente potente per migliorare il tuo successo come investitore e per migliorare la crescita del tuo patrimonio nel lungo termine.

Se invece sei agli inizi del tuo percorso da investitore, se non hai ancora grandi disponibilità per investire o se il tuo obiettivo è liberarti finanziariamente, allora clicca qui

Fabrizio “Jacque$ Jump” Diluca

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